“In qualche misura”, mi scrive Samorì, “il corpus dei miei lavori non esce dal clima pasquale, compresso fra i tempi infiniti del calvario e quelli della resurrezione”. Questo Cristo alla colonna, la cui testa è torturata col bulino fino a collassare a mo’ di capigliatura, è tutto dentro il clima del Venerdì Santo. Nicola Samorì, Il corpo squisito. Olio su rame, 85x50 cm, 2017.
(Fonte: eccellentipittori)








